Una serata con Pietro Dal Prà

Edizione: 2012
Sezione: Incontri e cinema - Bergamo

Attraverso una presentazione multimediale l'alpinista vicentino ripercorre le fasi salienti della propria carriera e racconta le sue ultime importanti salite. Dal Prà, enfant prodige dell'arrampicata, comincia ad allenarsi nelle falesie di Lumignano a dodici anni e sale giovanissimo le più impegnative vie delle Dolomiti. Diventato guida alpina a ventun'anni, continua a praticare l'arrampicata in tutte le sue forme. Tra le sue salite più importanti la scalata in solitaria della via Zauberlhirling alla Cima Scotoni, l'apertura di Pepe Rajo, sulla parete nord del Cerro Piergiorgio in Patagonia e la prima salita in libera di Hotel Supramonte, considerata tra le più difficili vie di arrampicata libera di più tiri in Italia.
Pietro presenterà «Aria», il suo nuovo film, girato dal regista Davide Carrari. Il fuoriclasse vicentino apre una nuova via al Sopramonte sardo, una salita difficile su una parete a strapiombo sul mare meraviglioso della Sardegna.
La telecamera di Carrari lo segue da vicino. Non ne perde un attimo. Mentre arrampica insieme a Lorenzo Nadali, mentre bivaccano in parete, mentre salgono sulla roccia.

www.montagna.tv
"Aprire una via in Sardegna, nel Supramonte Sardo, un posto meraviglioso di cui siamo tutti e due innamorati da tanti anni, dove passo parecchia parte dell’anno quando sono libero. Un posto dove vai a respirare". Questo il progetto che ha dato il via ad "Aria" il nuovo film di Pietro Dal Prà, del regista e fotografo Davide Carrari.
L’avventura verticale di "Aria", il nuovo film di Pietro Dal Prà, girato dal regista Davide Carrari. Il fuoriclasse vicentino apre una nuova via al Sopramonte sardo, una salita difficile su una parete a strapiombo sul mare meraviglioso della Sardegna.
La telecamera di Carrari lo segue da vicino. Non ne perde un attimo. Mentre arrampica insieme a Lorenzo Nadali, mentre bivaccano in parete, mentre salgono sulla roccia.
Il film si chiama "Aria". "Non sappiamo neanche noi perchè abbiamo scelto questo titolo – scherza e si schermisce Pietro Dal Prà -. Ci sembrava evocativo di quella esperienza". In realtà una ragione "seria" ce l’ha ed è il regista a spiegarcela. "Il titolo – dice infatti Carrari – nasce da una frase di Pietro veramente registrata, in cui si riferisce all’aria, allo spessore del telo della lettiga che si mette in parete e dove loro hanno passato un paio di notti. Questo telo che separa dall’aria e dal vuoto…".